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GRUPPO SOLIDARIETÀ AFRICA
Organizzazione non lucrativa
di utilità sociale per la realizzazione di progetti sanitari nei paesi in via di sviluppo
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Favola
n.3
L’ANTILOPE
E IL TOPO DI BOSCO
(proposta dagli Ibenga della Repubblica Centrafricana)
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Presso
un villaggio di pescatori, lungo il fiume Ubangui, abitavano due amici
inseparabili, l’antilope e il topo di bosco. Ogni giorno gli uomini del
villaggio montavano sulle piroghe e andavano a pescare con l’amo o la
rete. Solo i nostri due amici non avevano piroga e se volevano mangiare
pesce dovevano chiederla in prestito, ma questo non poteva durare per
sempre. Qualcuno brontolava. Il topo, passando inosservato presso le
capanne, aveva sentito le lamentele della gente: “quei due là, il topo
e l’antilope, sono proprio insopportabili! Non potrebbero farsi una
piroga anche loro come tutti gli altri?”.
Alla fine decisero di farsene una per non infastidire più nessuno. Ed
eccoli partire per la foresta in cerca di due alberi adatti allo scopo. Il
topo disse all’amica “Sono inesperto in questo lavoro, perciò voglio
mettere il mio cantiere presso il sentiero in modo da poter avere critiche
e consigli dai passanti e far meglio il mio lavoro”.
“Io, invece” disse l’antilope “preferisco mettermi in piena
foresta per lavorare in pace senza le critiche dei curiosi. Saprò
arrangiarmi da sola!”
E così fecero. Il topo abbatté un grosso albero presso il sentiero
frequentato dalla gente e si mise al lavoro. Quando sentiva qualcuno
venire, si nascondeva e ascoltava le critiche che fioccavano come aveva
previsto.
Ecco arrivare un anziano carico di esperienza: “Non c’è male”
diceva.” Questa piroga promette bene. Bisognerebbe, però, scavare di più
da questa parte. La chiglia deve essere più slanciata”.
Un giovanotto, osservatore prudente, disse: “Io alleggerirei la poppa
dove siede il rematore; farei i bordi un tantino più sottili.”
Il topo, valutando le indicazioni raccolte, anche se qualche volta
contraddittorie, ottenne una piroga solida ed elegante e facile da
manovrare.
L’antilope, tutta sola nel suo angolo remoto, costruì una piroga goffa
e pesante.
Ora bisognava far arrivare le piroghe al fiume. Il topo invitò parenti e
amici a un buon pranzetto. Quando poi arrivarono alla piroga, fu un coro
di elogi per la precisione ed eleganza del lavoro, la legarono con grosse
liane e la fecero scivolare in acqua. Il viaggio inaugurale fu un trionfo.
Qualche giorno dopo toccò all’antilope ripetere l’operazione. Non
mancarono i clienti al pranzetto preparato con cura. Ma quando giunsero
alla piroga scoppiarono in una risata. Qualcuno disse chiaro e tondo:
“Non è una piroga, ma un truogolo! E’ impossibile che stia a galla,
ed è fatica inutile trascinarla al fiume”.
Ma cedettero all’insistenza dell’antilope e l’accontentarono per
farle costatare direttamente gli errori che aveva fatto. Spinsero il
tronco in acqua e … stava a galla! Ma quando l’antilope vi entrò e
tentò i primi colpi di remo, eco la piroga sbandare. Poco dopo cominciò
ad imbarcare acqua e poi si capovolse. I presenti furono pronti a tirare
in salvo la povera antilope delusa e piena di vergogna.
Il topo la consolò: “ Niente paura! Andremo a pescare insieme sulla mia
piroga e avremo pesce a volontà”.
L’antilope ringraziò l’amico mentre una lacrima le scivolava dagli
occhi, non si sa se per lo smacco subito o per gratitudine verso l’amico
che non l’abbandonava in quel brutto frangente. Ma non dimenticò più
la lezione.
Elenco
fiabe
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