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“A chi ti vuole chiamare in giudizio per toglierti
la tunica, tu lascia anche il mantello”. (Vangelo di Matteo)
“La pace ha un costo: questa società, nelle sue
espressioni migliori, vuole sinceramente la pace, ma non sa
decidersi a pagarne il prezzo. Non basta invocare la pace:
bisogna essere disposti a sacri-ficare anche qualcosa di
proprio per questo grande bene, e non solo a livello personale
ma pure a livello di gruppo, di popolo, di nazione.”
“La pace non è mai un edificio
solido, costruito compatto una volta per tutte, ma somiglia
piuttosto ad una tenda, ad un castello di sabbia, da costruire
e da ricostruire sempre con infinita pazienza. Non è
sufficiente rifarsi soltanto a considerazioni etico-politiche
(chi ha ragione, chi ha torto, chi è l’aggre- dito, chi è
l’aggressore, l’uso della legittima difesa, l’eventuale
possibilità di una guerra giusta, …), occorre avere il
coraggio di proclamazioni profetiche, che tengano conto della
precarietà e peccaminosità della situazione umana storica.
Ogni volontà costruttiva della pace
si scontra con l’ineludibile aggressività umana, con il
desiderio di possedere ciò che è dell’altro, togliendolo,
se non c’è altro mezzo, anche con la forza.
La
difficoltà perenne di una politica della pace, che sarà
sempre fragile e minacciata, sarà nella deter-minazione del
punto di equilibrio tra le ragioni delle parti in causa e le
possibilità pratiche di gestirle senza conflitto violento, in
una sana dialettica che conduca tutti i contendenti alla
rinuncia di qualcosa di proprio in vista della ricerca del
maggior bene comune concretamente realizzabile qui e ora.”
“Una pace seria e duratura, là dove
persistono ragioni gravi di conflitto, ha sempre un po’ del
miracoloso, dell’improbabile, del “dono dall’alto” e
perciò chi crede in Dio la deve chiedere nella preghiera con
tutte le forze e anche chi non crede la deve invocare dal
fondo della propria coscienza, pronto a sacrificarsi con tutto
se stesso”
(Riflessione
del Card. Martini, marzo 2003)
….. buona
Pasqua!
gsa |
2003:I PROGETTI IN PRIMA LINEA
TOGO: “Voglio vivere” per la prevenzio-ne,
diagnosi, cura, assistenza sociale del- l’AIDS ad Afagnan.
BENIN: “L’acqua è vita”, sviluppo agri-colo integrato con il progetto alimentare del territorio di
Porga.
BENIN: “Ricerca e salute”, laboratorio di ricerca e monitoraggio delle malattie immunoematologiche a
Tanguiéta
GHANA: “Attenti al bruco” program-ma di prevenzione
delle malattie parassi-tarie a Weme.
CONGO R.D.: “Accendi la speranza” realizzazione
di una diagnostica radiologica all’ospedale di Watsa
CAMERUN: “Ragazzi di strada” per
la prevenzione del disagio giovanile a Yaoundé.
COSTA D’AVORIO: “Amici per la pelle” per
la riabilitazione dei ragazzi con ulcera di Buruli a
Zhouan-Hounien.
I progetti sono illustrati
in dettaglio nel sito: www.gsafrica.it
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