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GRUPPO SOLIDARIETÀ AFRICA
Organizzazione non lucrativa
di utilità sociale per la realizzazione di progetti sanitari
nei paesi in via di sviluppo
GSA/45/BN (documenti scaricabili:
Descrizione del
Progetto e
Scheda Finanziaria)
“Camminiamo insieme: sviluppo integrato della
comunità rurale di Materi nel Nord Bénin”
Anno 2007.
Descrizione dell’iniziativa
Il “Rapporto OMS sulla Salute nel Mondo” relativo all’anno 2006 indica
in 11 milioni il numero di bambini morti prima dei 5 anni, di cui 4
milioni morti entro le prime 4 settimane di vita. Oltre 3 milioni sono i
bambini nati morti, mentre 500.000 sono le donne morte durate la
gravidanza, al momento del parto, o per cause connesse al parto. La
gravidanza e il parto rimangono la principale causa di mortalità e di
morbilità per le donne in età fertile nei Paesi a risorse limitate.
(Probabilità per una donna di morire di parto: in Africa 1:16, nei Paesi
ricchi 1:2.800)
Il tasso di mortalità infantile è stabilizzato attorno ai 180 morti per
1000 nati vivi.
Le strategie di intervento ritenute più idonee da parte dalle più
importanti e attente agenzie internazionali e dalle ONG impegnate i
progetti sanitari sono strategie di tipo “orizzontale” che privilegiano
l’attività sanitaria di base sul territorio, integrata con iniziative di
promozione della produzione agricola, del commercio e della istruzione
primaria, secondo i principi più volte ribaditi a partire dalla
dichiarazione di Alma Ata del 1978 “Salute per tutti entro l’anno 2000”.
Facendo riferimento a questo tipo di strategia, che caratterizza i
progetti GSA fin dalla sua fondazione, dopo una attenta valutazione del
territorio e delle strutture sanitarie disponibili, è stato avviato nel
2007 un piano di intervento nella sottoprefettura di Materi nel Nord
Bénin sulle seguenti direttrici:
iniziative a carattere economico finanziario
• sostegno delle attività agricole del territorio anche tramite
l’ammasso di cereali e la produzione di farine alimentari per l’infanzia
• finanziamento dell’allevamento domestico e del commercio (mercati
territoriali) con il potenziamento delle iniziative di microcredito
iniziative a carattere sociale
• attenzione agli orfani e alle ragazze in difficoltà mediante l’offerta
di alloggio e di attività formative a sbocco professionale
• facilitazione alla frequenza scolastica primaria per i bambini e
ragazzi a rischio di esclusione
• promozione di un percorso di istruzione diplomante per un adolescente
con specifiche capacità
• incentivazione e sostegno di gruppi di reciproco sostegno (sistema di
mutua e microcredito) soprattutto per gruppi di donne nei villaggi che,
per esperienza, sono le più idonee a capire, gestire e sviluppare il
sistema
• presa in carico di due bambini in condizioni di estremo disagio
nell’ambito dell’iniziativa di “sostegno a distanza”
iniziative a carattere sanitario
• attivazione di una capillare opera di informazione e sensibilizzazione
sociale e sanitaria (scuole, gruppi giovanili, gruppi di donne, comunità
religiose, associazioni professionali e sportive) attraverso gli
strumenti disponibili (mercati, feste, riunioni, radio, manifesti,
volantini)
• potenziamento del Dispensario di Materi con gli strumenti di base per
garantire un corretto monitoraggio della gravidanza, un parto sicuro e
le cure primarie a madre e bambino
• sostegno alla formazione di:
o referenti sanitari dei villaggi che gravitano su Materi
o un infermiere di Stato addetto al Dispensario
• confronto con le autorità ufficiali e tradizionali circa i problemi
legati alle mutilazioni sessuali, spesso responsabili di gravi problemi
al momento del parto.
Si identificano alcuni momenti operativi preliminari alle attività di
progetto:
• mappatura e messa in rete (incontri – rapporti – istituzione di
registri di “riferimento e controriferimento”) del Dispensario e dei
punti di accesso sanitario dei villaggi con l’acquisizione dei dati
relativi allo stato delle strutture e alla funzionalità delle stesse
anche in riferimento alle risorse umane disponibili e ai sistemi di
trasporto utilizzabili
• illustrazione del progetto e acquisizione di autorizzazioni e
collaborazioni da parte delle autorità preposte e delle strutture
coinvolte
• istituzione dei comitati di villaggio per la autogestione delle
risorse e la promozione delle iniziative
• fornitura delle apparecchiature, dei presidi e dei farmaci necessari
all’avvio della parte sanitaria
• identificazione di parametri in grado di monitorare l’efficacia
dell’intervento
• definizione dei criteri di verifica delle attività
• inizio delle attività di progetto
I punti di forza del progetto sono:
a. L’intervento sulle strutture di base (economiche, sanitarie e di
istruzione pubblica) di un territorio omogeneo per caratteristiche
etniche e socioeconomiche è riconosciuto strumento prioritario per il
raggiungimento di obiettivi cruciali e facilmente monitorabili quali
l’alfabetizzazione, la produttività dei terreni, il potenziamento dei
mercati, la riduzione della mortalità infantile, dei rischi da parto e
della denutrizione calorico-proteica.
b. Il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei referenti del
territorio (autorità dei terreni, autorità tradizionali, guaritori,
insegnanti, agenti sanitari di villaggio, capi religiosi) tende a
consolidare un sistema che ha una investitura ufficiale (Ministero delle
risorse agricole e minerarie, Ministero della sanità, Ministero
dell’istruzione pubblica, Gerarchie confessionali) e che deve rispondere
delle proprie azioni sia nei confronti dei Ministeri che dell’Ente
beneficiante oltre che della popolazione che è a conoscenza
dell’intervento da parte di un finanziatore esterno.
c. Il sistema mutualistico instaurato tra gruppi omogenei di utenti
(gravide – nutrici, allevatori, coltivatori, …) consente un
rafforzamento del concetto di solidarietà tra pari e di condivisione
sociale del rischio, oltre che di responsabilizzazione di ciascuno nella
gestione e controllo dell’efficacia del sistema (Iniziativa di Bamako –
UNICEF 1987)
d. Focalizzare l’attenzione sugli aspetti “materno-infantili” quale
prima istanza sanitaria garantisce il coinvolgimento di tutta la
struttura organizzativa, anche tradizionale, della società africana a
livello di grande famiglia, di villaggio e di etnia. Da questa
consolidata piattaforma è possibile far decollare progetti di ampia
rilevanza sociale come le campagne di prevenzione per malattie
epidemiche (malaria – TBC – AIDS) e le neoplasie (seno – utero) come già
realizzato in altri omologhi contesti.
e. Il miglioramento della salute di base, soprattutto in ambito materno
infantile (ricordando che la donna in Africa rurale costituisce il perno
della microeconomia), garantisce un netto miglioramento produttivo con
ricadute estremamente positive sulla scolarizzazione (mamma lavora =
bambino va a scuola, altrimenti non se ne parla!) e sulle opportunità di
apertura sociale (i mercati sono momenti di incontro tra abitanti di
villaggi diversi; le possibilità di scambi ad ampio raggio non sono solo
di tipo commerciale).
Il GSA ha già effettuato numerosi interventi presso l’Ospedale di
riferimento zonale (Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta), sulla Zona
sanitaria (Progetto Tata Somba) e sullo specifico territoriale (sostegno
alle attività di promozione sociale della Comunità di Materi)
Valutazione effettuata nell’aprile 2007 a Materi da:
dr. Paolo Viganò, medico infettivologo, presidente GSA
dr. Agostino Silva, medico pediatra, vicepresidente GSA
ing. Alberto Confalonieri, responsabile logistico GSA
dr. Imorou Bah Chabi Ali, medico coordinatore della Zona sanitaria
sr. Incarnation, responsabile della Casa di accoglienza di Materì
Strutture e apparecchiature
Casa di accoglienza delle Suore Teatine:
• Internato per ragazze in difficoltà
• Aule didattiche
• Scuola di taglio e cucito con attrezzatura di base
• Infermeria
• Magazzini per stoccaggio cereali e mulino
Dispensario inserito nella rete pubblica dei Centri sanitari della
Zona: gestito dal Medico responsabile di Zona, collegato via radio
con l’Ospedale e dotato di generatore di energia elettrica e acqua da
pozzo. Presidiato da Infermiere di Stato e Ostetrica. Presenza del
Medico 3 giorni per settimana.
I collegamenti e i trasporti urgenti sono garantiti dai mezzi
dell’Ospedale contattato via radio.
Presidi sanitari di villaggio: punti di riferimento spesso
fatiscenti, sotto la responsabilità di “Agenti sanitari di villaggio”
non sempre motivati. Di buon livello la Maternità di Dassari.
Personale
Comunità della Suore Theatine spagnole di Materi con specifica
preparazione sanitaria e pedagogica di base europea ed esperienza
trentennale nella regione (interscambio con la stessa Comunità presente
all’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta)
Infermiere di Stato, responsabile del Dispensario
Medico della Zona sanitaria
Agenti di salute dei villaggi
Descrizione del contesto in cui s’intende realizzare l’iniziativa
La Repubblica del Bénin è uno stato dell’Africa occidentale situato nel
golfo di Guinea. Si estende tra l’oceano Atlantico e il fiume Niger per
una lunghezza di 700 chilometri. La sua larghezza varia tra i 125
chilometri lungo la costa e i 325 chilometri alla latitudine di
Tanguiéta.
Confina a nord con il Niger, a nord-ovest con il Burkina Faso, a ovest
con il Togo, a est con la Nigeria, a sud con l’Oceano Atlantico.
La popolazione beninese è di 6.752.569 abitanti; dato rilevato in
occasione del III censimento generale nel 2002, con un tasso annuale di
crescita del 3.23%.
La suddivisione per gruppi di età documenta i seguenti risultati:
• popolazione < 15 anni: 47%
• popolazione tra 15 e 59 anni: 49%
• popolazione > 60 anni: 4%
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica e dell’Analisi Economica
(INSAE-2000), i principali indicatori socio-sanitari sono poco
soddisfacenti:
• aspettativa di vita alla nascita: 54 anni
• mortalità infantile: 9,4%
• mortalità infanto-giovanile: 16,7%
• mortalità materna: 498 ogni 100.000 nati vivi
• alfabetizzazione degli adulti nel 1995: 3,2%
• donne tra i 15 e i 49 anni senza alcuna istruzione: 70,8%
La situazione epidemiologica del paese mostra che le tre principali
cause di ospedalizzazione nel 2.000 (70% del totale) sono:
malaria (36%)
infezioni respiratorie acute (20%)
infezioni gastroenteriche (14%)
Inoltre, la pandemia da HIV sta aggravando in modo drammatico la
situazione sanitaria: la prevalenza di AIDS nel paese è passata, secondo
le stime ufficiali, dall’ 0,36% del 1990 al 4,1% nel 2001 con
significative differenze territoriali.
Per il Dipartimento dell’Atakora si indica una prevalenza ufficiale di
sieropositività per HIV del 2,5%, sicuramente sottostimata se
confrontata con i dati prodotti dall’Hôpital St. Jean de Dieu di
Tanguiéta che costituisce il più importante riferimento sanitario della
regione.
D’altra parte la stessa Amministrazione pubblica riconosce una
sieroprevalenza di HIV di oltre il 17% nel Dipartimento del Mono dove le
strutture sanitarie sono più presenti ed in grado di effettuare indagini
più razionali.
I tre obiettivi principali del Paese, in ambito sanitario, sono la lotta
alla tubercolosi, alla malaria e all’infezione da HIV : una spesa di
23.803.415 $ è stata stanziata per l’implementazione di questi programmi
nel periodo 2002-2006. La maggior parte della somma prevista è
costituita da fondi stanziati dalla Banca Mondiale e dalla Cooperazione
Francese. Nuove risorse, non ancora definite (giugno 2007), sono state
messe a disposizione per il triennio 2007-2010.
Il Dipartimento dell’Atakora, situato nel nord del Bénin, è una delle
aree del Paese più difficile da gestire, soprattutto dal punto di vista
sanitario.
Le statistiche nazionali, trovano in questa regione i minimi assoluti.
Dal 1970 a Tanguiéta, villaggio al centro dell’Atakora, è attivo l’Hôpital
St. Jean de Dieu sotto la direzione dell’Ordine ospitaliero dei
Fatebenefratelli della Delegazione Africana.
Fanno riferimento all’Ospedale di Tanguiéta le popolazioni della vasta
area settentrionale di Togo, Benin e Nigeria oltre a quelle delle
regioni sud di Burkina Faso e Niger che percorrono centinaia di
chilometri con mezzi di fortuna per trovare rimedio ai loro problemi.
La Sottoprefettura di Tanguiéta si estende per circa 15.000 km2 con più
di 300.000 abitanti suddivisi in 64 comuni con 38 mercati, 74 scuole
primarie e 22 centri di salute. I tre importanti centri di riferimento
sono Tanguiéta, Kobli e Materi.
La principale fonte di sostentamento è costituita dall’agricoltura
(mais, miglio, arachidi, cotone); esiste una modesta attività
commerciale costituita dai mercati settimanali e dalla fornitura di
servizi a mercanti in viaggio dal Burkina verso la costa atlantica.
I bambini di età inferiore all’anno sono 15.500, tra l’anno e i 5 anni
sono circa 50.000. Le donne in età fertile sono circa 60.000 e le
gravidanze presunte sono 14.500 l’anno con un tasso di incremento
demografico del 3.4% annuo, leggermente superiore alla media del paese
nonostante la mortalità infantile nettamente superiore.
Le donne visitate ogni anno al Centro prenatale sono poco meno di 3.000
(20%) mentre la popolazione frequenta Centri sanitari nel 30% dei casi.
Analisi della sostenibilità del progetto nel futuro
Le risorse economiche del Paese, ma soprattutto la distanza della Zona
rispetto ai Centri decisionali, rendono poco realistica una ipotesi di
sostenibilità a breve del progetto con risorse locali.
Tuttavia, la consolidata presenza sul territorio di Organizzazioni di
cooperazione praticamente istituzionalizzate (Suore Teatine, Ospedale
dei Fatebenefratelli) e di Organizzazioni Internazionali, ONG e
Fondazioni che ad esse fanno riferimento, garantisce una sollecitazione
continua delle migliori realtà locali che tendono ad associarsi per
meglio tratte beneficio da rapporti di partenariato.
In ambito sanitario, assodato che in nessuna parte del mondo la Sanità è
“sostenibile” senza pesante intervento pubblico, questi rapporti di
collaborazione sono ancora più evidenti e consolidati. Recente è la
sottoscrizione di un accordo tra l’Ospedale di Tanguiéta e la Università
di Parakou, nel Nord Bénin per la formazione di personale sanitario.
Il coinvolgimento della Diocesi cattolica di Natitingou costituisce
un’ulteriore garanzia di efficienza e di corretta gestione delle
risorse: una lunga storia di impegno in ambito sociale, un efficace
rapporto e di cooperazione sul campo con le autorità religiose musulmane
e tradizionali pur nella chiarezza delle scelte e delle competenze,
permette di avere un interlocutore franco e trasparente come confermato
dal ben avviato progetto di sostegno ai malati di AIDS e ai loro
famigliari.
Piano economico
Costo complessivo del progetto € 36.000,00 (Trentaseimila/00 euro)
(vedi preventivo allegato e scheda finanziaria)
Coinvolgimento diretto dei patners locali
Anche per la realizzazione di questo progetto il GSA fa affidamento su
figure professionali locali, adeguatamente selezionate in base ai
profili stabiliti dalle autorità amministrative e sanitarie locali. La
formazione integrativa e specialistica è affidata agli esperti GSA che
si rapportano costantemente con le linee guida stabilite a livello
governativo. I contatti costanti con i responsabili locali della sanità
e della logistica, oltre che con li operatori di altre realtà presenti
sul territorio in ambito similare, consentono di far collimare gli
obiettivi del progetto con quelli più generali condivisi per la
tipologia di intervento e il contesto epidemiologico.
Sia in fase di programmazione che di realizzazione, le realtà
associative del territorio e le forze vive della società (scuole,
parrocchie e comunità confessionali, circoli ricreativi, associazioni di
donne, commercianti e agricoltori, associazioni di microcredito) sono
coinvolti e messi in grado di esprimere nel migliore dei modi le
specifiche competenze e capacità operative in un’ottica di progressiva
corresponsabilità.
L’associazionismo femminile, a volte espresso in forme molto semplici
(mini cooperative per la produzione di birra o la gestione di un punto
vendita al mercato) è un punto di forza delle comunità africane. Con la
valorizzazione di queste risorse è possibile innescare un concatenarsi
di reazioni in grado di instaurare meccanismi capaci di espandere le
ricadute positive delle attività di microcredito e di realizzare in modo
concreto l’attività formativa e di prevenzione in campo sanitario
(vaccinazioni, identificazione precoce delle infezioni e di tutte le
malattie evolutive).
In ogni esperienza condotta da organismi qualificati e validati in
ambito di Cooperazione internazionale è consolidata l’opinione che il
coinvolgimento dell’associazionismo femminile in ogni attività
generatrice di reddito e di miglior accesso alle cure è presupposto
fondamentale per il successo dell’iniziativa.
Se in ambito sanitario gli agenti di salute dei villaggi (con poca
conoscenza scientifica ma molta esperienza in salute di base), gli
infermieri del territorio e i responsabili dei centri nutrizionali sono
le persone più idonee a dettare i tempi e i livelli di intervento in
relazione alla “domanda” sanitaria del territorio, in ambito sociale la
condivisione delle azioni sia in fase di pianificazione che di
realizzazione costituisce la garanzia di una calendarizzazione corretta
e puntuale delle attività così come di un adeguato posizionamento degli
obiettivi.
Ovviamente i “tempi” non sono lasciati a libera discrezione, ma
rientrano in una logica di progetto con distribuzione spazio temporale
degli impegni concordata con i partners locali.
La Casa di accoglienza di Materi, con le garanzie offerte dalla Comunità
delle Suore Teatine è il centro di riferimento per la presa in carico
dei bisogni sociali e sanitari del territorio, con inevitabile
riferimento al Dispensario di Materi, inserito nella Zona Sanitaria, e
al non lontano Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta.
La sinergia delle due strutture costituisce il motore che garantisce la
realizzazione del progetto utilizzando tutte le risorse locali in grado
di attivare percorsi di sviluppo e di condivisione di obiettivi.
La situazione amministrativa e l’equilibrio dei rapporti sociali tra le
varie etnie della regione (in prevalenza Berba, ma con importanti
componenti Peul) costituiscono una straordinaria congiuntura favorevole
alla messa in campo di strategie di sviluppo a medio termine i cui
risultati saranno facilmente proposti come modello di propositiva
collaborazione.
Coinvolgimento attivo della comunità locale beneficiaria;
Come di consueto, il progetto è realizzato su esplicita richiesta della
comunità locale: non è quindi possibile prescindere dal coinvolgimento
della stessa in ogni fase di realizzazione. Ciascuno membro della
comunità beneficiata è responsabilizzato a diventare costruttore delle
condizioni ambientali e personali favorenti la salute e lo sviluppo. In
particolare l’organizzazione scolastica del territorio e le associazioni
delle donne sono le dirette espressioni di comunità che ricevono
beneficio dall’attività che esse stesse svolgono coinvolgendo tutti i
propri membri.
Un anello indispensabile per la concreta mediazione culturale è
costituito dalle autorità tradizionali (capovillaggi, custodi dei
terreni, guaritori, …): il loro ruolo è quello di sollecitare nella
comunità una convinta adesione alla logica di progetto.
2.1 Quantificazione di massima del numero dei destinatari
Il territorio interessato al progetto si estende per circa 300 Km2 con
una densità di popolazione di circa 60 abitanti per Km2 per un totale di
circa 18.000 abitanti.
I ragazzi in età compresa tra i 6 e i 15 anni sono circa 4.200, di
questi meno della metà frequenta la scuola con una certa regolarità.
Le donne in età fertile sono circa 5.500: oltre due terzi dei parti sono
svolti a domicilio, senza assistenza sanitaria di alcun genere.
Presso il Centro di accoglienza di Materi sono ospitate in convitto
circa 40 ragazze con esigenze diverse anche in rapporto alla possibilità
di ciascuna, in prospettiva, di sviluppare attività produttrici di
reddito per l’automantenimento. Altre 50 ragazze frequentano il centro
per corsi di formazione professionale e di economia domestica.
Per quanto riguarda l’attività prettamente sanitaria, diretta
conseguenza del potenziamento delle rete a partenza dal Dispensario, si
può ritenere che, a conclusione della fase di avvio del progetto, oltre
il 70% della popolazione sia messa in grado di accedere alle cure
sanitarie in condizioni sostenibili.
Attenzione alle donne e al ruolo dell’infanzia;
Il progetto presuppone come uno degli obiettivi principali il
potenziamento del ruolo e dell’operatività della Casa di accoglienza per
ragazze e giovani a Materi.
In Bénin il GSA ha dato vita ai progetti pilota di assistenza in ambito
materno infantile, dapprima solo sanitari (“Voglio vive” per la
prevenzione della trasmissione dell’AIDS sul modello sperimentato in
Togo, “Femmes pour femmes” per il trattamento delle fistole
vescico-vaginali e la prevenzione dell’infibulazione, …), poi ampliati
all’ambito sociale e della formazione delle donne e dei ragazzi.
Il progetto iniziato nella regione di Materi si propone come iniziativa
integrata di salute, formazione e promozione delle iniziative
produttrici di reddito. In questo ambito il ruolo della donna è
fondamentale come documentato dalle diverse agenzie che in Africa
Occidentale si occupano di microcredito e mutualità sanitaria, prima tra
tutte la ONG Leuven developpement con la quale sono consolidati rapporti
di collaborazione e scambi di informazioni.
La tragedia della cisterna di benzina bruciata il 25 magio 2006 poco
lontano da Materi che ha causato la morte di 96 persone tra cui
moltissime mamme e ha lasciato circa 200 orfani minori di 12 anni, ha
reso ancora più acuto il problema infantile nella regione; ciò
soprattutto in relazione alla netta volontà della popolazione di farsi
carico del problema evitando migrazioni di orfani o
istituzionalizzazioni.
L’opportunità del progetto è diventata, quindi, un’urgenza in tutti i
suoi aspetti: è richiesto e fortemente voluto dalle donne.
Attenzione all’istruzione e alla formazione professionale;
Nel progetto presentato si pongono due diversi livelli di formazione:
a) Formazione generica di primo livello tesa ad elevare il grado di
alfabetizzazione della popolazione (scolarizzazione dei ragazzi). Questo
obiettivo si ottiene con tutta una serie di iniziative che tolgano alle
famiglie la necessità di utilizzare il lavoro infantile per la
coltivazione dei campi o per la gestione di loschi traffici (creazione
di iniziative generatrici di reddito, intercettazione e corretta presa
in carico degli orfani, sottrazione delle ragazze alla tratta per la
prostituzione con migrazione al sud del Paese ….
Su questa base si può impostare un programma molto semplice di
formazione in ambito sanitario e di avviamento a semplici professioni
(taglio e cucito, parrucchiere, coltivatori, allevatori di piccole
dimensioni) già attive a livello embrionale presso la Casa di
accoglienza di Materi.
b) Il livello di formazione diplomante è completamente gestito dallo
Stato. In Bénin il GSA ha già avuto l’opportunità di inserire suoi
esperti in programmi di formazione di questo livello (raccordo con AMCES,
struttura responsabile di oltre il 50% della formazione sanitaria del
Paese, strettamente legata all’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta).
Al di fuori dell’ambito sanitario il SA può solo fornire supporto
economico e logistico.
Attenzione all’assistenza sanitaria;
Lo specifico del GSA è tale per cui ogni progetto proposto non può
prescindere da una importante valenza sanitaria. Anche questo progetto è
di chiara impostazione sanitaria, pur investendo altri settori di
intervento quale quello formativo, sociale e agro-alimentare.
Tempi e fasi della realizzazione del progetto:
Il progetto si svilupperà in due anni: eventuali prolungamenti verranno
deliberati in fase di verifica del progetto e in relazione ad eventuali
imprevedibili sviluppi in accordo con le autorità locali. Tali ulteriori
sviluppi saranno completamente a carico della struttura organizzativa e
dei fondi economici GSA senza ulteriore coinvolgimento
dell’Amministrazione comunale di Seregno.
Si identificano alcuni momenti operativi consequenziali:
• analisi dei dati relativi alla prevalenza dei bisogni sia sanitari che
sociali tra i vari settori della popolazione (già in avanzata fase di
realizzazione)
• mappatura del territorio con l’acquisizione dei dati relativi alla
ciclicità produttiva dei terreni, ai fenomeni migratori abbastanza
ripetitivi anche se episodicamente alterati da fenomeni naturali
imprevedibili (sconvolgimenti climatici dell’estate 2007 e alle fonti di
approvvigionamento idrico.
• illustrazione del progetto e acquisizione di autorizzazioni e
collaborazioni da parte delle autorità preposte e delle strutture
coinvolte (già in avanzata fase di realizzazione perla “consuetudine”
operativa con diversi responsabili amministrativi e sanitari del Bénin)
Acquisita la disponibilità e la fattiva collaborazione di ogni parte
coinvolta, vengono attribuite le varie fasi operative in relazione alle
competenze specifiche in vista del raggiungimento degli obiettivi
precedentemente esposti.
Le varie tappe del progetto sono monitorizzate con rendicontazioni
periodiche da parte dei responsabili locali dei vari settori che
espongono le difficoltà e i possibili correttivi alle azioni intraprese.
Seregno, 24.12.2007
Il Legale Rappresentante
Paolo Viganò
N.B. Qualora la domanda di finanziamento non potesse essere firmata dal
legale rappresentante
SCHEDA FINANZIARIA
Il progetto si basa su strutture esistenti, da ristrutturare con piccoli
interventi, e su organizzazioni già collaudate da promuovere con
interventi finanziari mirati.
Importanti sono le risorse umane per la promozione della formazione, sia
in campo sociale che in ambito sanitario di base, nei confronti degli
operatori di villaggio e della popolazione.
| |
Descrizione intervento |
Costo unitario |
Costo totale |
| |
RISTRUTTURAZIONI AMBIENTALI |
|
|
| 1 |
Sistemazione del magazzino
granaglie e farine presso la casa d’accoglienza |
|
€.5.500,00 |
| 1a |
Opere murarie e di sanificazione
fondamenta |
€. 3.500,00 |
|
| 1b |
Acquisto mulino elettrico |
€. 2.000,00 |
|
| 2 |
Sistemazione della sala visite del
Dispensario |
|
€. 2.000,00 |
| 2a |
Opere murarie e di carpenteria per
rifacimento tetto e infissi |
€. 2.000,00 |
|
| 2b |
Arredi |
Già messi a disposizione dalle
autorità locali |
|
| 2c |
Strumentazione elementare per visita
|
Omaggio |
|
| |
Totale costi ristrutturazioni |
|
€ 7.500,00 |
| |
Descrizione intervento |
Costo unitario |
Costo totale |
| |
SOSTEGNO ALLE ATTIVITA’ DI
PRODUZIONE REDDITO |
|
|
| 3 |
Incentivi alla produzione agricola
tramite microcredito (a restituzione o reinvestimento documentato in
due anni) |
|
€. 5.100,00 |
| 3a |
Finanziamento di € 300,00 per 10
cooperative agricole di villaggio (compreso rinnovo strumenti) |
€. 3.000,00 |
|
| 3b |
Finanziamento per l’acquisto di 5
asini (€ 100,00 ciascuno) e 20 vacche (€ 80,00 ciascuna) |
€. 2.100,00 |
|
| 4 |
Incentivi al commercio |
|
€. 3.000,00 |
| 4a |
Finanziamento di € 300,00 per 10
cooperative di commercio (“donne al mercato”), comprese spese per
acquisto banchi vendita |
€. 3.000,00 |
|
| |
Totale costi attività produttive |
|
€. 8.100,00 |
| |
Descrizione intervento |
Costo unitario |
Costo totale |
| |
PROMOZIONE DELL’ACCESSO
ALL’ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE |
|
|
| 5 |
Fondi assistenza |
|
€. 6.900,00 |
| 5a |
Contributo per attività di animazione
ai bambini orfani ospitati |
€. 2.000,00 |
|
| 5b |
Contributo per la scuola di
formazione professionale delle ragazze in difficoltà |
€. 2.500,00 |
|
| 5c |
Iscrizione scolastica per 40 bambini
(€ 30,00 per bambino per anno: due anni) |
€. 2.400,00 |
|
| 6 |
Contributi “ad personam” |
|
€ 6.400,00 |
| 6a |
Sostegno a distanza per quattro
bambini in età scolare
(€. 300,00 per anno per bambino: due anni) |
€. 2.400,00 |
|
| 6b |
Formazione “diplomante” per un
allievo di scuola superiore (due anni) |
€. 4.000,00 |
|
| 8 |
Produzione e diffusione di
materiale didattico |
|
omaggio |
| |
Totale costi formazione |
|
€ 13.300,00 |
| |
Descrizione intervento |
Costo unitario |
Costo totale |
| |
FARMACI E SUPPORTI NUTRIZIONALI
|
|
|
| 9 |
Dotazione per Dispensario |
|
€.2.500,00 |
| 9a |
Farmaci essenziali OMS |
€. 1.500,00 |
|
| 9b |
Materiale per medicazione
|
€. 500,00 |
|
| 9c |
Latte artificiale (integrazione del
quantitativo ottenuto in omaggio) |
€. 500,00 |
|
| 10 |
Dotazione per Casa d’accoglienza |
|
€. 600,00 |
| 10a |
Farmaci essenziali |
€. 200,00 |
|
| 10b |
Materiale medicazione |
€. 100,00 |
|
| 10c |
Latte artificiale |
€. 300,00 |
|
| 11 |
Dotazione per Centro nutrizionale |
|
€.1.000,00 |
| |
Farine vegetali di produzione locale |
€. 600,00 |
|
| |
Farmaci di primo impiego |
€. 200,00 |
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Latte artificiale per integrazione
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€. 200,00 |
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Totale costi farmaci e supporti
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€ 4.100,00 |
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Descrizione intervento Costo unitario
Costo totale |
Costo unitario |
Costo totale |
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PERSONALE ESPATRIATO |
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| 12 |
Spese di viaggio e sussistenza per
due missioni |
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€.3.000,00 |
| 12a |
Viaggio e formalità |
€. 2.000,00 |
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| 12b |
Spese vive durante le missioni |
€. 1.000,00 |
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Totale costi personaleespatriato |
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€ 3.000,00 |
Scheda finanziaria riassuntiva
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Descrizione intervento Costi |
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| 1-2 |
RISTRUTTURAZIONI AMBIENTALI |
€. 7.500,00 |
| 3-4 |
ATTIVITA’ DI PRODUZIONE REDDITO |
€. 8.100,00 |
| 5-8 |
ATTIVITA’ DI FORMAZIONE |
€. 13.300,00 |
| 9-11 |
FARMACI E SUPPORTI NUTRIZIONALI |
€. 4.100,00 |
| 12 |
PERSONALE ESPATRIATO |
€. 3.000,00 |
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TOTALE |
€. 36.000,00 |
La scheda finanziaria costituisce parte integrante del documento
redatto a Materi nell’aprile 2007 con la partecipazione di
dr. Paolo Viganò, Presidente GSA
dr. Agostino Silva, medico pediatra, vicepresidente GSA
ing. Alberto Confalonieri,responsabile logistico GSA
dr. Imorou Bah Chabi Ali, medico coordinatore della Zona sanitaria
sr. Incarnation, responsabile della Casa di accoglienza di Materi
ed approvato dal CD del GSA il 28.06.07 con uno stanziamento di 5.000,00
€ per l’anno in corso.
Il Presidente e Legale Rappresentante
Dr. Paolo Viganò
Seregno, 24.12.2007
Elenco
Progetti
ASSOCIAZIONE GSA ONLUS – 20038 Seregno (Mi) – Via S. Benedetto,25 –
tel/fax 0362.221280 – e-mail:gsafrica@tin.it
Organizzazione non lucrativa di utilità sociale per la realizzazione di progetti sanitari in Africa
Registro regionale del volontariato: foglio 643, n. 2566 sez. A
C.F. 02773920968 - c.c.p. 42222208 - c.c.
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