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GRUPPO SOLIDARIETÀ AFRICA
Organizzazione non lucrativa di utilità sociale per la realizzazione di progetti sanitari nei paesi in via di sviluppo

GSA/30/BN

“DOLCE ATTESA”: TUTELA DELLA GRAVIDANZA E PREVENZIONE DELLA MORTALITA’ DA PARTO ALL’HOPITAL ST. JEAN DE DIEU DI TANGUIETA – BENIN

1. SEDE
La Repubblica del Bénin è uno stato dell’Africa occidentale situato nel golfo di
Guinea. Si estende tra l’oceano Atlantico e il fiume Niger per una lunghezza di 700
chilometri. La sua larghezza varia tra i 125 chilometri lungo la costa e i 325
chilometri alla latitudine di Tanguiéta.
Confina a nord con il Niger, a nord-ovest con il Burkina Faso, a ovest con il Togo,
a est con la Nigeria, a sud con l’Oceano Atlantico.
La popolazione beninese è di 6.752.569 abitanti; dato rilevato in occasione del
III censimento generale nel 2002, con un tasso annuale di crescita del 3.23%.
La suddivisione per gruppi di età documenta i seguenti risultati:
¨ popolazione < 15 anni: 47%
¨ popolazione tra 15 e 59 anni: 49%
¨ popolazione > 60 anni: 4%
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica e dell’Analisi Economica (INSAE-
2000), i principali indicatori socio-sanitari sono poco soddisfacenti:
¨ aspettativa di vita alla nascita: 54 anni
¨ mortalità infantile: 9,4%
¨ mortalità infanto-giovanile: 16,7%
¨ mortalità materna: 498 ogni 100.000 nati vivi
¨ alfabetizzazione degli adulti nel 1995: 3,2%
¨ donne tra i 15 e i 49 anni senza alcuna istruzione: 70,8%

La situazione epidemiologica del paese mostra che le tre principali cause di
ospedalizzazione nel 2.000 (70% del totale) sono:
malaria (36%)
infezioni respiratorie acute (20%)
infezioni gastroenteriche (14%)
Inoltre, la pandemia da HIV sta aggravando in modo drammatico la situazione
sanitaria: la prevalenza di AIDS nel paese è passata, secondo le stime ufficiali,
dall’ 0,36% del 1990 al 4,1% nel 2001 con significative differenze territoriali.
Per il Dipartimento dell’Atakora si indica una prevalenza ufficiale di
sieropositività per HIV del 2,5%, sicuramente sottostimata se confrontata con i
dati prodotti dall’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta che costituisce il più
importante riferimento sanitario della regione.
D’altra parte la stessa Amministrazione pubblica riconosce una sieroprevalenza
di HIV di oltre il 17% nel Dipartimento del Mono dove le strutture sanitarie sono
più presenti ed in grado di effettuare indagini più razionali.
I tre obiettivi principali del Paese, in ambito sanitario, sono la lotta alla
tubercolosi, alla malaria e all’infezione da HIV : una spesa di 23.803.415 $ è
prevista per l’implementazione di questi programmi nel periodo 2002-2006. La
maggior parte della somma prevista è costituita da fondi stanziati dalla Banca
Mondiale e dalla Cooperazione Francese.
Il Dipartimento dell’Atakora, situato nel nord del Bénin, è una delle aree del
Paese più difficile da gestire, soprattutto dal punto di vista sanitario.
Le statistiche nazionali, trovano in questa regione i minimi assoluti.
Dal 1970 a Tanguiéta, villaggio al centro dell’Atakora, è attivo l’Hôpital
St. Jean de Dieu sotto la direzione dell’Ordine ospitaliero dei
Fatebenefratelli della Delegazione Africana.
Fanno riferimento all’Ospedale di Tanguiéta le popolazioni della vasta area
settentrionale di Togo, Benin e Nigeria oltre a quelle delle regioni sud di Burkina
Faso e Niger che percorrono centinaia di chilometri con mezzi di fortuna per
trovare rimedio ai loro problemi.
La Sottoprefettura di Tanguiéta si estende per circa 15.000 km2 con più di
300.000 abitanti suddivisi in 64 comuni con 38 mercati, 74 scuole primarie e 22
centri di salute.
La principale fonte di sostentamento è costituita dall’agricoltura (mais, miglio,
arachidi, cotone); esiste una modesta attività commerciale costituita dai mercati
settimanali e dalla fornitura di servizi a mercanti in viaggio dal Burkina verso la
costa atlantica.
I bambini di età inferiore all’anno sono 15.500, tra l’anno e i 5 anni sono circa
50.000. Le donne in età fertile sono circa 60.000 e le gravidanze presunte sono
14.500 l’anno con un tasso di incremento demografico del 3.4% annuo, leggermente
superiore alla media del paese nonostante la mortalità infantile nettamente
superiore.
Le donne visitate ogni anno al Centro prenatale sono poco meno di 3.000 (20%)
mentre la popolazione frequenta Centri sanitari nel 30% dei casi.
Il Bénin
Il Dipartimento
dell’Atakora

Il Bénin
Il dipartimento dell'Atakora

2. SCOPO
1. riduzione della mortalità da parto
Per ogni 100.000 nati vivi si devono registrare, nella regione, oltre 500 donne
morte di parto. Il dato, già superiore alla media nazionale, deve essere completato
con il significativo numero di donne morte durante il parto senza aver dato alla
luce il bambino o con l’espulsione di un feto morto. Le cause di tutto ciò sono legate
a:
· carenza di educazione e di consapevolezza sanitarie
· inaccessibilità logistica alle strutture sanitarie esistenti
· carenza di protezione sociale in situazioni di povertà
· condizionamenti culturali tra cui:
- gravidanze in età adolescenziale
- infibulazione
- levirato
Il progetto si propone di:
a. incrementare i collegamenti tra i presidi sanitari della regione
creando momenti di incontro di tipo formativo tra gli operatori, sia su
obiettivi organizzativi che di educazione sanitaria alla popolazione.
Verrà proposto un percorso di educazione rivolto alle donne a partire
dalla scuola e dai momenti di aggregazione extrascolastica (incontri
religiosi e rituali, mercati, feste popolari, ricorrenze e momenti
tradizionali, ……)
b. facilitare l’accesso alle strutture sanitarie (“consultazione prenatale”
in ospedale e presso i centri di salute territoriali), sia dal punto di
vista logistico che economico, mediante la disponibilità dell’ambulanza
e la sottoscrizione di convenzioni particolari a favore delle gravide
(assicurazione)
c. intervenire presso le autorità politiche e tradizionali per concordare
metodi disincentivanti le pratiche rituali a rischio
2. riduzione della mortalità infantile
Il dato della regione è di oltre il 10% ed è legato alle motivazioni già indicate al
paragrafo precedente cui si aggiungono gli effetti delle frequenti infezioni in
gravidanza e, per quanto riguarda i condizionamenti culturali, le tradizionali
credenze relative agli influssi avversi legati alla nascita podalica e gemellare.
Ci si pone come obiettivo, in accordo con quanto definito al punto precedente, di
ridurre i fattori di rischio sociale e personale che espongono l’evento parto a
situazioni di emergenza scarsamente controllabili.
3. prevenzione della trasmissione materno infantile di infezioni
Da oltre un anno è in atto presso l’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta,
nell’ambito del piano nazionale di lotta all’AIDS cui partecipa il GSA, il progetto
di prevenzione della trasmissione materno infantile dell’infezione da HIV. I
risultati ottenuti, presentati in occasione di convegni scientifici internazionali,
sono di ottimo livello sia dal punto di vista clinico che per quanto riguarda la
ricaduta educativa sulla popolazione interessata.
Sono già state sperimentate ed acquisite metodologie di intervento che vanno
dalla pubblicizzazione delle iniziative presso i centri di aggregazione sociale, alla
distribuzione di materiale informativo di immediata comprensione, all’uso della
radio per la diffusione di messaggi e notizie.
Il nuovo obiettivo si prefigge di ampliare l’azione preventiva nei confronti delle
altre malattie sessualmente trasmesse e trasferibili all’embrione e al feto (epatite
B, sifilide, gonorrea, infezioni da Chlamydia e Mycoplasma, …), mettendo in campo
presidi diagnostico-terapeutici di sicura efficacia e gestibili dall’ospedale e dai
centri di salute sul territorio.
4. riparazione dei danni fisici conseguenti al parto
A seguito dell’alta frequenza di parti distocici, in conseguenza dei fattori in
precedenza elencati e della scarsa o del tutto assente assistenza al parto, si
verificano spesso, e nelle migliori delle ipotesi, gravi e permanenti lesioni a carico
dell’apparato genitale femminile.
Quando le infezioni puerperali guariscono, esitano in situazioni aderenziali a
livello pelvico, che pregiudicano o rendono facilmente complicata ogni futura
gravidanza.
Quando il travaglio di parto si prolunga e l’impegno del feto nel canale del parto
supera il periodo fisiologico, si creano situazioni ischemiche che portano a necrosi
dei tessuti che separano la vescica dalla vagina. La conseguenza di tutto ciò è la
formazione di una fistola permanente vescicovaginale. Per una donna, soprattutto
se africana, si tratta di un danno che condiziona drammaticamente l’esistenza: la
continua perdita di urina porta alla emarginazione totale della persona che viene
rifiutata dal marito, dalla famiglia e dalla società. Diventa per lei impossibile
accedere a fonti di sussistenza se non attraverso l’accattonaggio.
Da alcuni anni, presso l’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta, una équipe di
medici europei coadiuva il dr. Priuli (fra Fiorenzo) nel trattamento delle fistole
vescicovaginali con interventi di una estrema delicatezza sia procedurale che di
gestione post-sala.
Lo scopo del progetto è quello di potenziare l’aspetto preventivo, illustrando
anche i rischi legati ad una gravidanza non monitorata, ma anche quello di:
- ricercare sul territorio le donne con fistole
- facilitare l’accesso delle donne con fistole alla struttura sanitaria sia dal
punto di vista logistico che economico
- assicurare un monitoraggio clinico adeguato
- prevenire il ripetersi di situazioni a rischio per le gravidanze successive
La descrizione del tipo di intervento proposto per la riparazione delle fistole è
esemplificativo di quanto il progetto si propone di offrire anche nelle altre
accennate situazioni di menomazione fisica post-partum quali la revisione
peritoneale per la rimozione di aderenze in videolaparoscopia, la ricostruzione del
pavimento pelvico, ….

3. DURATA
Il progetto si svilupperà con una fase preliminare-pilota della durata di un anno
(2003); alla fine di questa prima fase verrà avviata la fase di completa
realizzazione da sviluppare in due anni (2004-2005) in base ai risultati della
prevista verifica dei risultati preliminari.

4. PARTECIPANTI ALLA REALIZZAZIONE
Gruppo Solidarietà Africa
Onlus, per la realizzazione di progetti sanitari nei PVS, costituita con atto
notarile il 27.3.98 e iscritta all'Albo delle Associazioni del Comune di Seregno,
iscritta al Registro Generale Regionale del Volontariato con decreto G/35649 del
19.7.99.
Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta: base operativa del progetto e punto di
riferimento per qualsiasi intervento di diagnosi avanzata e di terapia.
5. RISORSE DISPONIBILI
Valutazione effettuata a Cotonou, presso il Ministero della Sanità, il 25 ottobre
2.002 da:
Ministro della Sanità: dr.ssa Yvette Céline Seignon-Kandissounon
Responsabile OMS per il Bénin: dr. Loko Lazare
Responsabile Sanitario del Dipartimento dell’Atakora e della Sottoprefettura di Tanguiéta
Dirigenti dell’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta:
Direttore Generale: fra Benoit Lokossou
Direttore Sanitario: fra Fiorenzo dr. G. Battista Priuli
Coordinatore del progetto: dr. René Daraté, responsabile ostetrico ginecologo
Responsabile della Pediatria: dr. Guy Aouanou, pediatra
Presidente Gruppo Solidarietà Africa: dr. Paolo Viganò, infettivologo
Responsabile scientifico del progetto: dr. Charles-Henry Rochat, ginecologo
5.1 Strutture
Hôpital St. Jean de Dieu de Tanguiéta con:
¨ Reparto di Ostetricia e Ginecologia con sala parto e sala
operatoria dedicata
¨ Reparto di Pediatria e Neonatologia
¨ Laboratorio analisi
¨ Farmacia
¨ Reparto di Pronto Soccorso con:
· Collegamenti radio
· Ambulanza attiva h24
Dispensari e Centri di salute della Sottoprefettura, coordinati e collegati via radio
con l’Ospedale
5.2 Apparecchiature e strumenti
Ambulanza
Rete di collegamento radio
Ecografo
Cardiotocografo per monitoraggio della gravidanza
Apparecchiature di laboratorio per determinazioni sierologiche delle
infezioni
Sala operatoria con elettrobisturi e monitor anestesiologico
Strumentazione chirurgica limitata
5.3 Personale
Personale attualmente addetto:
· Responsabile del reparto di Pediatria e collaboratori
· Responsabile del reparto di Ostetricia e Ginecologia e collaboratori
· Ostetriche dell’Ospedale e dei Dispensari e Centri di salute
· Operatori del servizio di ambulanza
· Operatori delle postazioni radio
· Responsabile del laboratorio e collaboratori

6. FASI OPERATIVE
Si identificano 3 momenti operativi interdipendenti:
a) Formazione continua del personale e trasmissione dei contenuti alla popolazione
mediante gli strumenti più idonei in relazione ai livelli di comprensione
dell’interlocutore. Nella scelta del personale e delle destinazioni si terrà
sempre conto delle compatibilità etniche e linguistiche. Verrà privilegiata la
trasmissione di informazioni mediante immagini e messaggi vocali; la
trasmissione scritta dovrà tener conto dei livelli di alfabetizzazione.
b) Potenziamento dell’assistenza alla gravidanza mediante facilitazione all’accesso
alla “consultazione prenatale” attiva in Ospedale e presso i Centri di salute.
Anche in questo caso occorrerà tener conto dei ritmi e delle abitudini delle
popolazioni anche in relazione alle condizioni climatiche (giorni di mercato,
ritmicità delle incombenze agricole e dell’approvvigionamento dell’acqua, …).
Sarà necessario sfruttare ogni aggancio con opportunità sia di tipo sanitario
(vaccinazioni, campagne antimalariche e antitubercolari, …) che di altro genere
(eventi pubblici e rituali, …). Il risultato atteso non è necessariamente
l’ospedalizzazione del parto ma una corretta gestione da modulare a seconda
delle situazioni di rischio potenziale valutato dagli operatori.
c) Adeguamento delle risorse umane e tecniche attive e disponibili in Ospedale e
presso i Centri di salute del territorio.
- Formazione in loco di medici e tecnici specialisti sia in ambito clinico che di
laboratorio mediante l’invio di specialisti europei in Bénin
- Stage di formazione in Europa per le figure professionali di più elevato
profilo clinico e tecnico
- Adeguamento delle strutture e delle attrezzature disponibili nei Centri di
salute e in Ospedale, con particolare attenzione alla sala operatoria e alla
disponibilità di presidi postchirurgici (cateteri, disinfettanti, materiale di
medicazione, …)
Il supporto tecnico-scientifico del GSA consente di migliorare le potenzialità
operative dell’Ospedale e del territorio e, al tempo stesso, di ridurre i costi che,
inevitabilmente, verrebbero messi a carico delle gravide.
Per quanto riguarda i costi che restano a carico delle donne, si è proceduto a
elaborare una proposta di contratto assicurativo tra l’Ospedale e le donne che
prevede, per un “premio” limitato a 5.000 FCFA (1,00 € = 656 FCFA), le seguenti
prestazioni:
visite prenatali con esami di screening previsti
invio dell’ambulanza e ospedalizzazione
assistenza al parto
trattamento delle eventuali patologie post-partum

7. RISORSE DA ACQUISIRE E COSTI
All’Hôpital St. Jean de Dieu di Tanguiéta, ai Centri di salute e ai Dispensari della
Sottoprefettura, che costituiscono la rete assistenziale direttamente controllata
dall’Ospedale, fanno riferimento circa 3.000 donne gravide, residenti, all’anno
(20% delle gravidanze della regione). Di queste, solo il 50% accetta di essere
inserito in un progetto di monitoraggio della gravidanza con dei presupposti di
affidabilità e di corretta gestione delle risorse.
I costi previsti sono, quindi, riferiti a questa parte della popolazione che è
costituita da circa 1.500 donne gravide per anno
Materiale di sensibilizzazione: poster – volantini - adesivi
(progettazione gratuita della grafica;
i costi sono riferiti a stampa e distribuzione) €. 1.500,00
Materiale di cancelleria per la gestione delle pazienti
(libretto sanitario – scheda di registrazione in Ospedale e
presso i Centri di salute - moduli per la raccolta dati) €. 300,00
Materiale per prelievi (1.500 per anno)
(siringhe e sistema Vacuteiner con provette) €. 750,00
Rimborso spese per spostamenti del personale sul territorio
(incentivi al personale in lavoro extra-orario – spese di missione
carburante per moto) €. 2.000,00
Kit per determinazione HIV Ab nelle donne gravide
(previsto il test solo per il 50% delle donne in quanto alcune sono
già sicuramente positive, altre rifiutano il test, altre ancora sono
testate con kit ottenuti gratuitamente dalla azienda produttrice)
3 kit da 500 test in due anni; € 1.900,00 per kit €. 5.700,00
Kit per determinazione HbsAg nelle donne gravide
(poiché nessun programma prevede la determinazione di
marcatori del virus dell’epatite B, tutte le donne consenzienti
sono da testare; alcuni kit sono previsti in omaggio)
20 kit da 100 test in Elisa: € 125,00 per kit €. 2.500,00
Kit per diagnosi batterioscopica del secreto vaginale
(solo nelle donne con possibile infezione vaginale definita su
parametri clinici)
materiale necessario: vetrini, spatole, coloranti €. 600,00
Farmaci per il trattamento delle infezioni in gravidanza
(Malaria, Infezioni delle vie urinarie, Parassitosi intestinali
Micosi vaginali, Malaria, Tubercolosi) €. 3.000,00
Farmaci per la profilassi della trasmissione materno-infantile
di HIV come da schema internazionale (Nevirapina)
(previsti 150 trattamenti al costo di 5,00 € ciascuno) €. 750,00
Farmaci per il trattamento anti HIV per la donna per un anno
e profilassi della trasmissione materno-infantile
(calcolando che per i motivi descritti in precedenza, solo
una piccola parte di donne sieropositive accetta
un trattamento farmacologico per la durata di un anno,
si ritiene che le donne da trattare non possano essere
più di 40, al costo di € 200,00 per donna) €. 8.000,00
Ossimetro per il monitoraggio della gravida durante
il trasporto in ambulanza €. 2.000,00
Strumentario chirurgico uro-ginecologico di sala operatoria
(il potenziamento dello strumentario minimo dei Dispensari viene
effettuato con forniture gratuite e/o recupero di materiale
già disponibile in Ospedale) €. 8.100,00
Stage in Europa: un mese per 2 operatori
(biglietto aereo – assicurazione
vitto e alloggio a prezzi convenzionati) €. 2.800,00
Spese gestione e monitoraggio progetto €. 1.500,00
COSTO DEL PROGETTO €. 39.500,00

8. COPERTURA FINANZIARIA
Tutte le “risorse da acquisire” sono a carico del GSA che solleciterà la
partecipazione di Amministrazioni pubbliche, gruppi di impegno sociale,
associazioni professionali, ditte farmaceutiche.
Tutte le risorse logistiche esistenti, sono messe a disposizione dall’Ospedale di
Tanguiéta.
Numerose e non quantificabili sono le opportunità aggiuntive afferenti al
progetto da parte di operatori volontari, sia in termini di risorse umane che
economiche.
Per quanto riguarda il personale, le risorse e i relativi oneri sono così distribuiti:
· fasi intraospedaliere: personale dell’Ospedale
· fasi di screening, sensibilizzazione e assistenza extraospedaliera: personale
delle strutture sanitarie dello Stato, coadiuvato dai medici dell’Ospedale
· supporto formativo e scientifico: esperti GSA a titolo gratuito
I fondi necessari per il pagamento della quota assicurativa di assistiti del tutto
indigenti e per garantire agli stessi il pagamento della minima quota di degenza in
occasione di interventi di riparazione per i traumi post-partum sono messi a
disposizione da associazioni umanitarie che si occupano di supportare le spese
sanitarie della fascia più debole della popolazione. Tali fondi, garantiti anche per
altre situazioni sanitarie, esulano dal piano finanziario del progetto.

9. MONITORAGGIO
Alla fine del primo anno i responsabili del progetto si impegnano a fornire una
dettagliata documentazione dello stato di avanzamento del progetto con
particolare attenzione ai dati statistici e ai costi. In base alle evidenze emerse si
valuterà l’ipotesi di mantenimento in essere del progetto per gli anni successivi.

10. REFERENTI
In Italia: Consiglio Direttivo del GSA
In Bénin: Consiglio di Amministrazione dell’Hôpital St. Jean de Dieu de Tanguiéta
PRIMA VERIFICA PREVISTA NELLA MESSA A PUNTO DEL PROGETTO SUL
TERRITORIO
Autunno 2003 Missione GSA in BENIN per incontri con:
Ministro della Sanità
Sottoprefetto di Tanguiéta
Direzione e personale dell’Ospedale
Responsabili sanitari del Dipartimento e della Sottoprefettura
Responsabili dei Centri di Salute
Documento redatto il 28.10.02 a Tanguiéta - Bénin
approvato dal Consiglio Direttivo GSA il 28.02.03, con stanziamento di
4.000,00€ per la fase preliminare del progetto.
(in deroga al documento di bilancio preventivo già predisposto, in considerazione
dell’urgenza del problema e delle pressioni che le Autorità Sanitarie Nazionali del
Bénin hanno personalmente rivolto al Presidente del GSA)
Il Presidente e Legale Rappresentante
P. Viganò
Seregno, 28.02.03

Documentazione fotografica essenziale

 

 

 

Ospedale, laboratorio, profilassi anti HIV, … e tanto altro per la tutela della gravidanza, della madre e del neonato

ASSOCIAZIONE GSA ONLUS – 20038 Seregno (Mi) – Via S. Benedetto,25 – tel/fax 0362.221280 – e-mail:gsafrica@tin.it
Organizzazione non lucrativa di utilità sociale per la realizzazione di progetti sanitari in Africa
Registro regionale del volontariato: foglio 643, n. 2566 sez. A
C.F. 02773920968 - c.c.p. 42222208 - c.c. Banca Popolare Sondrio IBAN: IT50 B056 9633 8400 0002 6727X28

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